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Sonno inquieto: potrebbe essere l’eredità di una vecchia frattura

Alcuni disturbi del sonno e della salute mentale si manifestano spesso in seguito a fratture ossee. Il personale medico dovrebbe tenerlo presente e avvisare i propri pazienti del possibile rischio che corrono

Tra i disturbi del sonno e le fratture ossee pare ci sia una relazione pericolosa.

I disturbi del sonno sono frequenti e molto vari. Si pensa subito allo stress, al superlavoro fisico e mentale, ma difficilmente lo si associa a una frattura ossea.
Invece, al Meeting Annuale dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), è stata presa in considerazione proprio questa probabilità: chi ha subìto una frattura è più a rischio di salute mentale e disturbi del sonno.

Per arrivare a tali conclusioni, alcuni ricercatori hanno valutato lo stato funzionale di oltre 1.000 pazienti che hanno avuto precedenti fratture di diverso genere: alla spalla (omero prossimale), al polso (radio distale), alla caviglia e alla tibia. I volontari sono stati sottoposti a test ortopedici e altri tipi di valutazioni standard.
I pazienti che mostravano disturbi del sonno sono stati esaminati a livello di stato funzionale ed emotivo, sia inizialmente (al basale) che a tre mesi, e poi a 6 e dodici mesi dopo il trattamento.
Per calcolare il giusto tasso di difficoltà di sonno sono state adottate delle percentuali, i cui risultati fornivano risposte come “moderata”, “grave”, o “completa difficoltà” nel dormire. Al termine dell’anno di studio il sonno insufficiente è stato associato in maniera indipendente a un cattivo stato emotivo, ma non funzionale.

A detta dei ricercatori, tutto ciò significa che le persone che presentano sin da subito problemi di sonno dovrebbero essere attentamente valutate nelle fasi successive della guarigione, al fine di poter fornire la miglior cura possibile. Di conseguenza, secondo i ricercatori, i chirurghi ortopedici dovrebbero offrire consigli da subito per evitare problemi di questo genere che possono sembrare non collegati.

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