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NUOVA CURA PER IL MELANOMA – nuove prospettive terapeutiche –

Come il melanoma si diffonde

Come il melanoma si diffonde

Roma, 27 mag. – Nuove prospettive terapeutiche per la cura del melanoma. Uno studio condotto dall’Ibim-Cnr indica alcuni derivati della porfirina quali candidati per la progettazione di agenti contro questo tumore cutaneo, il piu’ letale per la popolazione di pelle chiara. Il Cnr in una nota comunica come sia stata identificata una nuova classe di derivati della porfirina (sintetizzati dal gruppo di Lorenzo Pellerito del Dipartimento di Chimica Generale e Inorganica dell’Universita’ di Palermo) la cui efficacia come potenziale farmaco antitumorale e’ basata sulla proprieta’ della porfirina di accumularsi in grande quantita’ e per lunghi periodi di tempo solo nelle lesioni tumorali.

Lo studio e’ stato condotto da Giovanna Barbieri e Maria Assunta Costa dell’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo. “Questi derivati della porfirina possono essere considerati degli ottimi candidati per la progettazione di agenti terapeutici ed approcci terapeutici migliori – confermano Costa e Barbieri – Avevamo precedentemente dimostrato che due derivati della porfirina determinano il cento per cento di morte delle cellule di melanoma inducendo l’apoptosi, un processo altamente regolato che determina la morte cellulare mediante una sorta di ‘suicido'”.


L’obiettivo della nuova ricerca e’ stato lo studio dei segnali intracellulari attivati da questi complessi. “La morte per apoptosi delle cellule di melanoma trattate con questi derivati della porfirina dipende dall’attivazione di alcune protein-chinasi (MAPK o mitogen activated protein kinase)”, spiegano le ricercatrici dell’Ibim-Cnr. “Utilizzando la naturale fluorescenza della porfirina – proseguono – abbiamo inoltre osservato la localizzazione di questi complessi nei nuclei e nei nucleoli delle cellule di melanoma trattate. I risultati ottenuti suggeriscono che i target di questi derivati della porfirina sono probabilmente localizzati nel nucleo”. Lo studio, infine, dimostra come questi derivati della porfirina, usati in soluzioni maggiormente diluite, “siano meno tossici per le cellule di melanoma ma sufficienti a inibire la crescita e la motilita’ cellulare, suggerendo dunque un loro ruolo fondamentale nella regressione dello stato invasivo-metastatico delle cellule di melanoma”.

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