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Comitato di bioetica diviso su embrioni ‘chimera’

Il Comitato nazionale di bioetica (Cnb), organo consultivo della Presidenza del consiglio dei ministri, ha espresso “opinioni diversificate” sulla “legittimità o meno” della ricerca sui cosiddetti embrioni-chimera.
“Il Comitato – si legge in un comunicato – dopo aver ampiamente discusso ha approvato con due voti contrari e nessun astenuto il parere ‘Chimere ed ibridi – con una riflessione particolare sugli ibridi citoplasmatici’. Il documento affronta, in generale, il problema della creazione di organismi interspecie umano-animale e, in particolare, il problema degli embrioni ibridi citoplasmatici – impropriamente chiamati da alcuni media embrioni chimera – ottenuti per trasferimento nucleare (cioè la tecnica utilizzata per far nascere la pecora Dolly), inserendo il nucleo di una cellula somatica umana in una cellula uovo animale privata del nucleo.
Il parere – spiega la nota – esprime opinioni diversificate sulla legittimità o meno di questa ricerca, in specie, parte del Cnb ha ritenuto opportuno raccomandare una sospensione della produzione di ibridi uomo-animale”. Il Cnb, presieduto da Francesco Paolo Casavola, si è riunito stamane in assemblea plenaria.
Il vicepresidente del Cnb, Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, contesta, da parte sua, la rilevanza del tema affrontato ieri dall’organo consultivo di Palazzo Chigi.



“Non mi sembra – afferma Marini in un comunicato – che il tema delle chimere sia in cima ai pensieri ed ai timori dei cittadini italiani ed europei, soprattutto in questa fase del dibattito bioetico. Mi sembra, invece, che continui ad essere forte la tentazione di proporre al pubblico le problematiche bioetiche in base al loro impatto mediatico ed alla loro spendibilità politica, con l’inevitabile, conseguente ricerca di mediazioni e compromessi biopolitici, del tutto inidonei all’esame scientifico delle questioni bioetiche. Non ho potuto partecipare alla riunione, ma certamente non avrei votato il documento. Mi chiedo – continua Marini – quanto tempo occorrerà prima che il Cnb prenda in esame problematiche etiche e bioetiche di effettiva rilevanza collettiva ed intergenerazionale, ad esempio aggiornando il documento ‘Bioetica e ambiente’ del 1995, adottato non a caso quando la bioetica, e lo stesso Cnb, erano politicamente invisibili. Ritengo, ancora una volta, che proprio il Cnb, per il suo ruolo e la sua vocazione, debba esprimersi con forza, denunciandole, sulle minacce all’ambiente ed alla salute pubblica derivanti dalla diffusione di certe tecnologie e debba ricercare e suggerire gli strumenti in grado di tutelare fondamentali esigenze di interesse generale, quali la sicurezza ambientale, alimentare e sanitaria. All’invadenza degli interessi industriali e di mercato, talmente forti da riuscire ad indirizzare i contenuti delle norme comunitarie e nazionali – conclude il giurista – va contrapposta l’analisi scientifica delle problematiche bioetiche, che, per definizione, è incompatibile con posizioni di parte”.
(Aduc – Salute)

Per maggiori dettagli sull’immagine che  apre l’articolo: Pnas.Org

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