Omocisteina alta e colesterolo a…

Esplora il significato de…

Se chirurgia e medicina sono int…

Si apre giovedì a Milano …

Telethon individua terapia farma…

Il gruppo di ricerca…

Alzheimer: scoperto un principio…

La sostanza scoperta dagl…

Cura del dolore: attenzione agli…

Al via a Padova il proget…

Metodo Stamina: le basi su cui s…

Il metodo Stamina, messo …

Sclerosi sistemica cutanea: in G…

Sono incoraggianti i prim…

Dalle cozze arriva la nuova supe…

(ANSA)Arriva dalle cozze …

Cellule staminali cardiache: tec…

[caption id="attachment_8…

“Adherence to treatment in chron…

Roma, 5 aprile 2013 – Cir…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Sviluppate nanoparticelle contro batteri farmaco-resistenti

Sviluppate nuove nanoparticelle contro la meningite, i batteri resistenti ai farmaci e le infezioni fungine.

Uno studio degli scienziati dell’Institute of Bioengineering and Nanotechnology (IBN) di Singapore ha portato a un nuovo trattamento che sfrutta nanoparticelle peptidiche per distruggere la struttura delle cellule infettive.

“Il nostro trattamento – ha spiegato Yiyan Yang, a capo della ricerca pubblicata sulla rivista Nature Nanotechnology – attacca le membrane delle cellule patogene, intaccandone la struttura. Il nostro oligopeptide (una proteina costituita da pochi amminoacidi) ha una struttura chimica unica che forma nanoparticelle capaci di penetrare le membrane. Le nanoparticelle possono facilmente entrare dentro cellule di batteri, funghi e lieviti e ucciderle dall’interno, bloccando l’avanzata dell’infezione”.


La nuova terapia è potenzialmente un’alternativa superiore ai trattamenti esistenti contro queste letali infezioni del cervello: la maggior parte degli antibiotici non è capace di superare le barriere delle membrane cellulari o le molecole del farmaco sono troppo grandi per passare attraverso la membrana.

Nei test preclinici le nanoparticelle, invece, si sono dimostrate più efficaci contro la crescita di infezioni fungine rispetto ai trattamenti tradizionali, e non hanno mostrato effetti collaterali o danni ai reni e fegato.

“Il nostro gruppo di ricerca ha fatto enormi progressi nella ricerca di nuovi farmaci e trattamenti”, ha detto Jackie Y. Ying, direttore esecutivo della IBN.

“Con questa scoperta saremo in grado di sfidare malattie finora di difficile trattamento”, ha concluso.


AGI – Salute

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi