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Nanomagneti per riparare danni cardiaci

Cellula in fluorescenza: microtubuli in verde, actina (filamenti) in rosso.

Cellula in fluorescenza: microtubuli in verde, actina (filamenti) in rosso.

Microscopiche particelle magnetiche sono state utilizzate per portare le cellule staminali nei posti in cui e’ stato riscontrato un danno cardiovascolare permettendo loro di riparare il tessuto danneggiato. A mettere a punto il nuovo metodo e’ stato un gruppo di ricercatori della University of College di Londra. I risultati sono stati riportati sulla rivista Journal of American College of Cardiology. In pratica, i ricercatori hanno contrassegnato con un agente clinico delle cellule staminali endoteliali guidate nei siti interessati da lesioni arteriose con un magnete posizionato al di fuori del corpo delle cavie.

La localizzazione e’ risultata cinque volte piu’ precisa nei topolini. E’ la prima volta che un tipo di terapia cellulare simile viene utilizzata direttamente nella pratica clinica. La nuova tecnica, inoltre, utilizza un tipo di agente gia’ approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) per monitorare le cellule negli esseri umani tramite risonanza magnetica. “Aver usato un materiale gia’ approvato dalla Fda – ha spiegato Panagiotis Kyrtatos, coordinatore dello studio – potrebbe permetterci di applicare questa tecnologia in studi clinici umani entro 3-5 anni. E’ possibile che attacchi di cuore o altre lesioni vascolari possano essere trattate mediante regolari iniezioni di cellule staminali ‘magnetizzate’. La tecnologia potrebbe essere adattato per localizzare le cellule in altri organi e per fornire un utile strumento per l’iniezione sistemica di tutti i tipi di terapie cellulari”.

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