Dermatite atopica: nuovo farmaco…

Scienziati hanno testato …

Seno: conferma efficacia radiote…

[caption id="attachment_8…

Retinite pigmentosa: negli USA i…

Roma, 4 gen. - Una terapi…

Il caffè e il buonumore

Il caffè pare abbia l…

Il marcatore RNA HOTAIR, in grad…

[caption id="attachment_7…

Staminali contro Sclerosi multip…

[caption id="attachment_7…

Progetto GENOMEL affronta il mel…

[caption id="attachme…

Tumori: scoperto un gene chiave …

Un gruppo di scienziati a…

DireFareCuore, la settimana di p…

Dal 21 al 26 Febbraio, Na…

Scoprire come miscele di sostanz…

[caption id="attachment_1…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

I geni dell’insulina alterano il ritmo cardiaco

insulineMolti dei geni che regolano l’insulina sono anche in grado di alterare l’orologio biologico, la ‘sveglia’ interna che ci permette di sincronizzare alcune funzioni dell’organismo con l’ambiente che ci circonda. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Universita’ della California a San Diego (Usa), in uno studio pubblicato su ‘Cell’.
Gli studiosi hanno visto che il sistema che controlla l’insulina puo’ resettare l’orologio interno dell’organismo, ma e’ vero anche il contrario. Questo puo’ suggerire nuovi approcci per trattare disordini come la sindrome metabolica legati, in parte, ad alterazioni croniche del ciclo sonno-veglia. “Le persone sanno che l’orologio interno regola molti processi diversi, ma non si rendono conto che quando questi si modificano, l’effetto torna indietro e ricade sull’orologio” stesso, spiega Steve Kay della Divisione di scienze biologiche dell’ateneo, che ha condotto lo studio insieme a colleghi dell’universita’ della Pennsylvania. Per vedere in azione l’orologio biologico i ricercatori hanno ingegnerizzato cellule in coltura, rendendole giallo brillante. Poi hanno alterato ogni singolo gene per vedere se era in grado di modificare in qualche modo l’orologio biologico interno della cellula. “Abbiamo scoperto centinaia di nuovi geni che lo alterano”, dice Kay. Ma soprattutto e’ stato messo in luce un legame particolarmente stretto con i ‘pezzetti’ di Dna che controllano l’insulina. Non a caso, chi subisce continuamente gli effetti del jet-lag, spesso finisce per sviluppare malattie metaboliche, scrivono i ricercatori. La scoperta apre dunque prospettive interessati. Non a caso, Kay fa parte del comitato scientifico della ReSet Therapeutics, una societa’ che punta a scoprire e sviluppare nuovi farmaci per trattare le patologie legate all’alterazione cronica del ritmo circadiano.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi