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L’anticorpo monoclonale Sunitinib e il tumore al rene: risultati incoraggianti

Il farmaco orale Sunitinib, già approvato per il trattamento del tumore del rene in fase avanzata, ha prodotto risultati promettenti anche per i pazienti con prognosi infausta, ad oggi esclusi da questo tipo di terapia. Lo ha accertato uno studio pubblicato sull’edizione online di The Lancet Oncology, curato dal gruppo di ricerca guidato da Martin E. Gore del Royal Marsden Hospital di Londra.


4564 pazienti di 52 paesi, tutti con prognosi infausta, sono stati divisi in 4 sottogruppi: pazienti con metastasi cerebrali, pazienti con malattia sistemica diffusa (“poor performance status”), pazienti con carcinoma renale non a cellule chiare, e pazienti di 65 anni o più. Tutti sono stati trattati con una dose giornaliera pari a 50 milligrammi dell’anticorpo monoclonale Sunitinib, ripetuta in cicli di 6 settimane (4 settimane di trattamento seguite da 2 settimane di interruzione).

E’ stato rilevato un tasso di sopravvivenza medio, senza progressione tumorale, di quasi 11 mesi (10.9), con sopravvivenza media complessiva di oltre 18 mesi. Buona la tollerabilità. La sicurezza e l’efficacia del trattamento aprono quindi la strada all’impiego del farmaco anche per questi sottogruppi di pazienti.


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