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I risultati del primo studio di fase III sull’utilizzo di bevacizumab in adiuvante nel tumore del colon-retto

fattore di crescita endoteliale vascolare

fattore di crescita endoteliale vascolare

Sono stati annunciati oggi i risultati completi del primo studio di fase III, noto come NSABP C-08, condotto con bevacizumab nel tumore del colon in fase iniziale Lo studio ha valutato l’utilizzo di bevacizumab più chemioterapia (FOLFOX) per il trattamento del tumore del colon immediatamente dopo l’intervento chirurgico (terapia adiuvante) rispetto alla sola chemioterapia.

Lo studio ha mostrato che l’aggiunta di bevacizumab per la durata di un anno alla chemioterapia non si è tradotta in un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da malattia (disease-free survival, DFS). Tuttavia, durante l’anno di trattamento con bevacizumab si è verificato un significativo miglioramento iniziale della sopravvivenza libera da malattia, che è poi diminuito durante il corso dello studio. Questi dati sono stati presentati nel corso del 45° Congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

“Durante l’anno nel quale i pazienti hanno ricevuto il trattamento con bevacizumab si è registrata una riduzione del 40% del rischio di ricaduta della malattia; tuttavia, questo iniziale miglioramento rispetto alla sola chemioterapia è gradualmente diminuito nel tempo – ha dichiarato Norman Wolmark, M.D., Presidente del NSABP (National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project) – Questi risultati suggeriscono che nei prossimi trial sul tumore del colon in fase iniziale si dovrebbe considerare una maggiore durata del trattamento con bevacizumab, per ridurre ulteriormente il rischio che la malattia si ripresenti”.

Durante lo studio non sono stati osservati nuove tossicità e un’attenta revisione dei dati non ha portato evidenze che la malattia si ripresenti più velocemente o in maniera più aggressiva dopo l’interruzione del trattamento con bevacizumab.

“Questi risultati sono incoraggianti e suggeriscono che bevacizumab potrebbe avere un ruolo importante nel trattamento del tumore nelle fasi precoci. Siamo impegnati in un programma attualmente in corso per valutare bevacizumab nelle fasi iniziali di diversi tumori, e riteniamo che questi risultati ci possano aiutare ad ottimizzare l’utilizzo di bevacizumab per il beneficio dei pazienti – ha dichiarato William M. Burns, CEO della Divisione Farmaceutica di Roche.

La terapia con bevacizumab è lo standard terapeutico nel trattamento del tumore del colon-retto avanzato e troverà ulteriori conferme durante il congresso ASCO grazie a 53 presentazioni di dati di efficacia e safety relative a oltre 6.000 pazienti.


In generale nello studio c’è stato il 12% di miglioramento nella DFS che non è risultato statisticamente significativo (hazard ratio=0.89, p=0.15; riduzione del rischio 11%). Nel primo anno dello studio, mentre i pazienti ricevevano bevacizumab associato alla chemioterapia standard per sei mesi, la sopravvivenza libera da malattia è migliorata del 67% rispetto alla sola chemioterapia,.tuttavia, questo iniziale miglioramento nella DFS si è progressivamente ridotto dopo il primo anno, e la DFS generale non è migliorata.

NSABP C-08 ha incluso una analisi di sicurezza che non ha mostrato alcun segnale di tossicità nuove o inattese relative a bevacizumab. Alcuni specifici eventi avversi severi (Grado 3 o superiore) che si sono verificati con aumentata frequenza nei pazienti che hanno ricevuto bevacizumab vs chemioterapia sono stati: ipertensione (12 % vs. 1,8%), dolore (11,1% vs. 6,3%), proteinuria (2,7% vs. 0,8%) e complicazioni nella cicatrizzazione delle ferite (1,7% vs. 0,3%).


Lo studio C-08 è stato condotto dal NSABP e sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI) sulla base di un Accordo Cooperativo di Ricerca e Sviluppo tra Genentech e il NCI. NSABP C-08 era uno studio di fase III randomizzato, multicentrico disegnato per valutare gli effetti della chemioterapia con FOLFOX (5-fluoro-uracile, leucovorina e oxaliplatino) con o senza bevacizumab sulla DFS nei pazienti con adenocarcinoma del colon allo stadio II o III resecato chirurgicamente. La DFS è stata misurata dalla data della randomizzazione alla data di qualsiasi tipo di ricorrenza del tumore o di morte per qualsiasi causa. I pazienti arruolati nello studio sono stati randomizzati dopo la chirurgia a ricevere o chemioterapia FOLFOX da sola per sei mesi o FOLFOX in combinazione con bevacizumab (endovena ogni due settimane) per sei mesi, seguito da ulteriori sei mesi di bevacizumab in monoterapia. I pazienti continuano ad essere seguiti per la sopravvivenza globale, un endpoint secondario dello studio.

Sono attesi per il 2010 i risultati di un altro trial internazionale di fase III sponsorizzato da Roche (AVANT) che sta valutando l’utilizzo di bevacizumab in combinazione con chemioterapia per il tumore del colon in fase iniziale. Lo studio, a tre bracci, sta valutando bevacizumab in combinazione con i regimi chemioterapici XELOX (capecitabina e oxaliplatino) o FOLFOX vs. solo FOLFOX.

Oltre al tumore del colon in fase iniziale, bevacizumab è attualmente in fase di studio per l’utilizzo in adiuvante di altri tumori in fase iniziale: tumore della mammella HER2-negativo e HER2-positivo, e tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso. Circa 26.000 pazienti parteciperanno agli studi su bevacizumab in adiuvante. Il programma di sviluppo di bevacizumab rappresenta uno dei più completi progetti nella ricerca oncologica dai tempi della chemioterapia e include più di 450 studi condotti in tutto il mondo in circa 30 tipi diversi di tumore.

Bevacizumab è un anticorpo che lega e blocca in modo specifico la proteina VEGF (fattore di crescita endoteliale vascolare). Il VEGF è l’elemento chiave dell’angiogenesi nei tumori – un processo fondamentale per sviluppare e preservare i vasi sanguigni di cui il tumore ha bisogno per proliferare e diffondersi (metastatizzare) in altre regioni del corpo. La modalità d’azione mirata di bevacizumab aiuta a controllare la proliferazione tumorale e le metastasi con un impatto limitato sugli effetti collaterali della chemioterapia.

Bevacizumab permette di ottenere dei benefici dimostrati per la sopravvivenza in più tipi di tumori. Bevacizumab è approvato in Europa per il trattamento degli stadi avanzati di 4 tipi di tumori frequenti: carcinoma del colon-retto, carcinoma mammario, carcinoma polmonare e carcinoma renale. Questi tipi di cancro nell’insieme causano quasi 3 milioni di decessi ogni anno. Negli USA, bevacizumab è stata la prima terapia anti-angiogenesi approvata dall’FDA ed oggi è autorizzato nel trattamento di 4 tipi di tumori: mammario, colon-retto, glioblastoma e carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).

Oltre 500.000 pazienti sono stati trattati fino ad oggi con bevacizumab. Tramite un ampio programma di sviluppo clinico consistente in oltre 450 trials è allo studio l’impiego di bevacizumab in vari tipi di tumori (tra cui il carcinoma del colon retto, mammario, polmonare, cerebrale, gastrico, ovarico, prostatico ed altri) e in condizioni differenti (malattia in fase precoce o avanzata).

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