Donne e salute mentale: il 10 ot…

Porte aperte in circa 60 …

Scienziati pronti a combattere l…

[caption id="attachment_7…

Bambino di 6 anni morto di malar…

Dichiarazione della Prof.…

Staminali: iniezione al rene si …

[caption id="attachment_7…

Escozul: tossina antinfiammatori…

[caption id="attachment_1…

Fibrosi Polmonare Idiopatica: nu…

• Il paziente ha, però, n…

Come i batteri resistenti agli a…

Invece che combattere 'di…

Il talamo silenzia i rumori e fa…

[caption id="attachment_8…

Psoriasi: attenzione alle unghie…

[caption id="attachme…

Simeprevir approvato nell’Unione…

Simeprevir fornisce una n…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Studi provano efficacia antistaminici contro obestà e diabete

– I farmaci comunemente utilizzati contro le allergie e l’asma, senza obbligo di ricetta, potrebbero essere efficaci anche come trattamento per il diabete e l’obesità. E’ la conclusione che emerge da quattro studi pubblicati sulla rivista ‘Nature Medicine’.


Guo-Ping Shi e il suo team del Brigham and Women’s Hospital (Usa) hanno scoperto che le cellule immunitarie che vanno fuori controllo quando si soffre di allergia o d’asma, si possono ritrovare in grande quantità anche nel grasso sia nelle persone sia nei roditori ‘oversize’ e diabetici.



Dopo aver creato in laboratorio topi obesi e diabetici, gli esperti li hanno dunque trattati con due antistaminici (chetotifene fumarato e cromolina), rilevando miglioramenti di gran lunga maggiori quanto a controllo del peso e delle glicemia rispetto a quelli ottenuti solo con una sana alimentazione. Con taglio delle calorie e cura farmacologica insieme, inoltre, il miglioramento è stato del 100% in tutti i valori. Ora Shi e i suoi colleghi proseguiranno il lavoro con test sulle scimmie.

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune – premettono invece i ricercatori dell’università di Tokyo (Giappone) – in cui il sistema immunitario attacca per sbaglio le cellule sane. Il loro studio suggerisce che anche il diabete di tipo 2 e l’obesità potrebbero coinvolgere il sistema immunitario: Satoshi Nishimura e il suo team hanno infatti individuato una fonte di cellule immunitarie chiamate Cd8-T nei topi sottoposti a una dieta ad alto contenuto di grassi. E i roditori geneticamente modificati per essere privati di questo tipo di cellule hanno effettivamente mostrato meno infiammazione nei tessuti, anche se nutriti con molti grassi.

La patologa dell’università di Harvard (Usa) Diane Mathis ha poi individuato abbondanti cellule T nei tessuti adiposi addominali di persone e topi normopeso. Cellule che però risultano assenti in umani e animali obesi e diabetici.

In questi, infatti, è presente un’altra classe, i macrofagi, assenti in chi non ha problemi di chili di troppo. Questo potrebbe spingere l’organismo a non utilizzare correttamente l’insulina ed è possibile che proprio l’infiammazione causata dalle cellule macrofaghe porti all’insulino-resistenza. Infine, Michael Dosch dell’Hospital for Sick Children di Toronto (Canada) ha fatto una scoperta simile, suggerendo che le persone potrebbero un giorno essere vaccinate contro il diabete di tipo 2.




Roma, 27 lug. (Adnkronos Salute)

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi